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Il sesto senso degli animali


Alcuni rettili e molti mammiferi posseggono una zona sensoriale chiamata “organo di Jacobson”, posta nella cavità orale sulla volta del palato è un tipo di “olfatto” che raccoglie segnali chimici dall’ambiente. Questo organo è largamente usato dal serpente come per compensare la poca vista e il timpano assente (anche se percepisce le vibrazioni del suolo), spesso infatti estrae e ritrae la lingua riportandola verso il palato “annusando” così ciò che è nell’aria.

Un’organo molto utile che permette agli animali di avere delle informazioni dall’ambiente circostante, di percepire il pericolo, di trovare eventuali prede.

Esempi di sesto senso

– A Providence (nello stato di Road Island) la clinica per anziani “Steere House Nursing and Rehabilitation Center” ospita dal 2005 un gatto particolare di cui hanno largamente parlato i notiziari: Oscar.
Il micio è cresciuto nel reparto per demenza del centro di cura. Controlla i residenti del reparto, li osserva, li annusa poi si mette vicino coloro che muoiono da li a poche ore, come se vegliasse su di loro.
Nella casa di cura ci sono altri cinque gatti ma nessuno ha le capacità di Oscar.
Il dottor David Dosa, un medico specialista di geriatria, ha osservato per anni il comportamento del gatto senza riuscire a dare una valida spiegazione scientifica,si è limitato solo ad affermare al New England Journal of Medicine:«Non fa mai errori.
Proprio come un sensitivo sembra che riesca a capire quando un paziente è vicino alla morte». L’esperto di felini Thomas Graves dal canto suo si è espresso dicendo
:«Penso che probabilmente i cani e i gatti possano percepire cose che noi non riusciamo a sentire».
– In California, ad Anderson i coniugi Woods avevano un gatto persiano a cui tenevano molto: Sugar. Nel 1951 decisero di trasferirsi in un altro stato, ma vista la paura di Sugar per i viaggi in macchina non vollero turbarlo e decisero a malincuore di lasciarlo ai vicini. Il viaggio da affrontare era lungo e faticoso, si sarebbero stabiliti in una fattoria dell’Oklahoma. Dopo quattordici mesi dalla loro partenza, mentre la signora Woods si trovava vicino alla stalla, un gatto le saltò sulla spalla. Lei si impaurì ma osservandolo vide che somigliava a Sugar. I coniugi si presero cura del nuovo arrivato e lo tennero con loro. Spesso accennavano a quanto il gatto somigliasse al loro micio in California. Dopo alcuni giorni mentre il signor Woods accarezzava il gatto si accorse di una deformità che aveva sull’osso dell’anca, cosa che aveva anche Sugar. Per togliersi ogni dubbio i coniugi chiamarono i vicini a cui avevano lasciato il gatto. Questi li informarono che il micio era fuggito dopo qualche settimana dalla loro partenza, ma non li avevano avvertiti per non farli preoccupare.

– Dal disastro dello Tsunami giunge una storia riportata da Jim France, del Pavilion Hotel Group a Bangkok.
In Thailandia, a Phuket, i turisti erano soliti fare la passeggiata sull’elefante, cosa li molto popolare (un massimo di otto persone su un elefante). Si girava la foresta circostante poi ci si dirigeva alla spiaggia, si faceva pranzo alla laguna e si tornava in albergo. Gli elefanti erano tenuti a catena per garantire una maggiore sicurezza visto che i bambini si avvicinavano agli animali. Circa una ventina di minuti prima che l’onda colpisse, gli elefanti divennero molto agitati.
Erano nove in tutto, quattro erano appena tornati da un’escursione e non erano stati incatentati. Gli elefanti liberi spezzarono le catene agli altri. Tutti insieme salirono su una collina e molte persone li seguirono, li gli animali iniziarono a barrire forte come per chiedere aiuto. Le onde colpirono. Quando si ritirarono gli elefanti scesero di corsa dalla collina e con le proboscidi raccolsero i bambini e in fretta li portarono sulla collina. Quando i bambini furono al sicuro aiutarono gli adulti. Riuscirono a salvare quarantadue persone. Di nuovo scesero verso la spiaggia e recuperarono quattro morti fra cui un bambino. Non si fecero montare dagli addestratori finchè non finirono il loro compito, in seguito con questi in groppa si mossero fra le macerie.