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Archive for » Ottobre, 2009 «

Animali

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LE ORIGINI DEL CANE

Secondo alcune teorie il cane discende dal lupo, secondo altri dal coyote dorato.Il cane fa parte della famiglia dei canidi,che comprende anche sciacalli e volpi; è un animale di origini molto antiche risalenti a circa 30 milioni di anni fa. E’ noto che le razze che sono presenti oggi, discendono dal lupo grigio che fu addomesticato circa 12000 anni fa. I cani si abituarono a convivere con l’uomo e poterono essere impiegati per la guardia delle greggi. Il rapporto fra uomo e cane con il tempo si rafforzò, divenne un animale domestico che faceva compagnia e guardia. Con l’introduzione dell’allevamento, durante il Medioevo si ebbero molte nuove specie di cani.

LE ORIGINI DEL GATTO

La prima prova del rapporto uomo-gatto è rappresentata dai dipinti funerari egizi, 2600 a.c. manifestazione terrena di importanti divinità, consacrato alla dea Bastet (la dea gatto) veniva venerato e ben nutrito. Chiunque uccideva un gatto era condannato a morte. Quando moriva veniva imbalsamato e sepolto, come un essere umano. Intorno al 1850 fu scoperto un cimitero che ospitava oltre 3000 mummie feline. Nell’antica Roma teneva lontano i topi ed era considerato un buon protettore della casa. Fu un animale apprezzato dagli etruschi e dai giapponesi che lo considerano tutt’oggi portatore di fortuna. Nel XIII secolo questo animale conobbe un periodo oscuro.Fu perseguitato dalla chiesa che lo riteneva un essere demoniaco, un compagno perfetto per le streghe. Così sia gatti che streghe vennero torturati e bruciati sul rogo. Solamente verso la fine del Seicento, grazie a una legge ecclesiastica anglicana, i gatti poterono tornare a vivere in pace con gli uomini. Si presuppone che il gatto domestico abbia avuto origine da un gatto selvatico africano (Felis Lybica) tuttora esistente, che circa 4500 anni fa si avvicinò all’uomo.

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Halloween

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Halloween non è un’invenzione americana, in realtà ha origini antiche. Una delle più importanti festività celtiche era Samahain, che tradotto significa “la fine dell’estate” cadeva tra il 31 ottobre e il 1 novembre. I celti pensavano che durante questa festività le porte del annwn (regno degli spiriti) e sidhe (regno delle fate) fossero aperte. Nei villaggi si spegnava ogni focolare per evitare che gli spiriti maligni soggiornassero nel villaggio: il rito consisteva nello spegnere il Fuoco Sacro sull’altare e riaccendere il Nuovo Fuoco il mattino seguente. Questo simbolizzava l’arrivo del Nuovo Anno. Samhain era per gli antichi Celti il momento di abbandonare ogni peso, paure ed attitudini, proprio come gli alberi lasciano cadere le loro foglie. La tradizione popolare riferisce che la notte di Samhain si praticavano dei riti divinatori che riguardavano previsione del tempo, matrimoni e la fortuna per l’anno venturo. E’ un periodo adatto a tutti i tipi di meditazione e tradizionalmente alle arti divinatorie, essendo un momento di passaggio in cui si incontrano passato, presente e futuro, non a caso i Druidi consideravano Samahin uno dei momenti migliori per predire la fortuna.
Come giunse Samhain in America
Quando agli inzi del secolo ci fu la carestia delle patate in Irlanda, molti Irlandesi emigrarono in America, e portarono con loro le loro antiche tradizioni che risalivano ai tempi dei celti. In America trovarono le zucche che si  intagliavano meglio rispetto alle cipolle. Da quel momento nacque la tradizionale Zucca di Halloween.
La leggenda di Jack o Lantern
Una leggenda irlandese narra che un giorno Stingy Jack noto scommettitore e bevitore, una sera di Halloween invitò il Diavolo a bere insieme a lui. Jack scommise con Satana che non sarebbe riuscito ad arrampicarsi su un albero. Il Diavolo accettò la sfida e salì su un albero, Jack velocemente incise una croce sulla corteccia di questo. Il Demonio non poteva più scendere a causa del simbolo sacro, così Jack gli propose un patto: se il Diavolo avesse promesso di non tentarlo più, avrebbe tolto la croce dall’albero. Il Diavolo accettò. Quando Jack morì, le porte del Paradiso gli furono negate a causa dei suoi vizi, ed il Diavolo gli negò l’accesso all’Inferno a causa del tiro mancino che gli aveva giocato, però gli diede un tizzone ardente per illuminare il suo cammino nell’oscurità. Jack mise il tizzone in una cipolla svuotata per farlo durare più a lungo. Per il dono del Demonio prese il nome di Jack o Lantern. Secondo la leggenda Jack vaga ancora senza meta col suo tizzone luminoso.

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ALCUNE GIF ANIMATE PER GLI AMICI E I VISITATORI

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Al mio angelo

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Al mio angelo:
grazie per essermi sempre vicino, per regalarmi luce nel buio profondo, per riempirmi di pace nelle tempeste del cuore.
Sei il raggio di sole che scalda il mio inverno.

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Amiche wiccan

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La religione Wicca è basata su un’antico paganesimo e incentrata su un profondo ripetto verso la natura.
Margaret Alice Murray (1863-1963), egittologa di professione e storica della stregoneria per passione, sostenne che la stregoneria è la “vecchia religione” dell’Europa precristiana e di quella celtica, sopravvissuta in modo segreto. Secondo la sorica la stregoneria combattuta in epoca medievale era l’autentica “religione pagana”, in una vasta area d’Europa, legata in buona parte ai Celti.
Il fondatore della Wicca fu Gerald Brosseau Gardner (1884-1964). Nacque a Great Crosby, nel Lancashire inglese, il 13 giugno 1884 da una famiglia benestante. Fu un personaggio di rilevante importanza per la wicca ma non riconosciuto da tutte le congreghe wiccan come padre fondatore.
Gardner pubblicò due opere teoriche: “Witchcraft Today” nel 1954, e cinque anni più tardi “The Meaning of Witchcraft”.
In queste opere Gardner sostenne di non avere inventato la Wicca ma di essere entrato in contatto con un gruppo della New Forest che risaliva al Medioevo e che si trasmetteva da una tradizione da padre in figlio (e di madre in figlia). Alcuni ritennero che il vero «iniziatore» di Gardner fosse Aleister Crowley, uno dei moderni e più importanti autori di magia rituale. L’unica cosa che sembra certa è che Gardner era iniziato all’Oto (oltre che alla massoneria e ad altri ordini esoterici) e che da Crowley per interposta persona ebbe in dono una copia della Clavicola Salomonis, un grimorio rinascimentale.
Le wicca approfondiscono la loro conoscenza sul mondo materiale e spirituale (ad esempio il potere di erbe e cristalli, o il contatto con gli spiriti) che solitamente sfuggono alla sfera “razionale” degli esseri umani. Cercare la verità che si cela dietro le cose non è un male, è un bene. Le streghe furono ingiustamente condannate dall’inquisizione che le fece apparire agli occhi del mondo come esseri diabolici. Tuttora la stregoneria viene spesso associata e confusa con il “satanismo” e la figura della strega rievoca in molti le paure legate all’immagine di un essere malvagio dedito, volontariamente al male.

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Spiriti elementali

Secondo antiche tradizioni i quattro elementi della Terra (Fuoco, Terra, Acqua, Aria) hanno degli spiriti guardiani, gli spiriti elementali. Le Silfidi sono gli spiriti elementali dell’Aria, crature evanescenti che si spostano col vento, spesso ingannevoli. Governando l’elemento Aria possono trasportare le nuvole e trasformare una giornata di sole in una giornata di tempesta. Sono creature leggere e veloci che arricchiscono il respiro di tutti gli esseri viventi portando energia. E’ possibile vederle se ci si reca verso luoghi ventosi, come le pianure o le alte vette delle montagne, rivolgendosi verso est.

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Gli spiriti elementali dell’Acqua sono le Sirene che hanno la forma di donne molto attraenti con la metà inferiore del corpo a forma di pesce. Si trovano nei mari e negli oceani, amano luoghi tranquilli e isolati. Il loro melodioso canto è un’arma letale per gli uomini che vengono attratti nell’acqua fino ad affogare. Le ore migliori per vederle sono quelle all’alba e del crepuscolo, rivolti verso l’ovest. Le Ondine Vivono in fiumi, laghi, sorgenti, negli stagni e nelle cascate. Possono assumere l’aspetto della spuma che cavalca le onde o quello di luci luminosissime nei toni del blu o verde. A volte come le loro strette parenti (le Sirene) possono assumere l’aspetto di donne per metà pesce.

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Gli Gnomi sono gli spiriti elementali della Terra, piccoli uomini, grandi conoscitori dei minerali, del regno sotterraneo e delle proprietà delle erbe. Sono i custodi dei segreti primordiali e dei tesori nascosti. Secondo Paracelso il nome gnomo deriva dalla radice greca gnosis che significa “conoscenza”. Paracelso sosteneva che potevano spostarsi nel sottosuolo con la stessa facilità in cui gli uomini camminano sul suolo.

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All’elemento Fuoco appartengono le Salamandre, da non confondere con gli animali che portano lo stesso nome. Sono i più potenti fra gli spiriti elementali. Paracelso ce le descrive come creature agili e snelle, che abitano in prossimità dei vulcani in attività. Hanno l’aspetto di lingue di fuoco o sfere luminose vaganti nell’aria.Vivono nelle zone desertiche e presso i vulcani attivi. Esse governano la conduzione del calore, possono determinarne l’intensità, controllano quindi tutte le forme di calore da quelle emanate dai vulcani, a quelle dei semplici fuochi dei caminetti accesi. Raramente si mostrano agli esseri umani.

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Cortona, museo etrusco

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Cortona è una bellissima città toscana da visitare, raggiungendo la parte più alta della città si ammira dal magnifico belvedere il paesaggio unico della Val di Chiana, ma anche le viste della Valdorcia, il lago Trasimeno ed i Monti Amiata e Cetina.
Tra il VIII e il VII secolo Cortona venne conquistata dagli Etruschi i quali ne fecero il capoluogo di lucumonie, dunque una città stato. Cortona fu una delle più importanti città etrusche dell’Etruria interna, fu scelta da questo popolo per la sua posizione strategica facilmente difendibile nonchè per la sua eccellente posizione commerciale.
Qui sono stati ritrovati sepolcri etruschi dai quali è emerso materiale di vario genere, che si può ammirare nel Museo dell’Accademia Etrusca della città (qui sotto).

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Sopra l’immagine di un particolare del Lampadario di bronzo etrusco del VI secolo a.C.

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Immagine di Culsans – Statuetta in bronzo rinvenuta nella città. Sulla gamba destra della statuetta c’è una dedica a Culsans. E’ una divinità, bifronte, corrispondeva al dio romano Giano, e probabilmente avevano le stesse funzioni. S i pensa che il nome Culsans possa essere legato al nome Culsu, divinità che in Etruria custodiva le porte. In entrambi i casi si tratta dunque di divinità che vengono rappresentate con un doppio volto, come doppi sono i lati di una porta.

Curarsi con le erbe

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Le foglie di tiglio fatte bollire nell’acqua calmano i dolori causati da scottature, eritemi solari, piaghe, malattie della pelle o da affezioni emorroidali. I fiori di tiglio hanno proprietà sedative, antispasmodiche, diuretiche, sudorifere ed anticatarrali. Sono indicati contro insonnia, emicranie, vomiti nervosi ed ogni altra manifestazione nervosa compresa ansia, isteria, ipocondria; indigestioni, spasmi gastrici nervosi; arteriosclerosi; tossi spasmodiche ed asma. Ha funzione emolliente per la gola e la tosse, è un buon calmante per i nervi e porta benefici al cuore. E’ diuretico ed antireumatico. I suoi fiori, messi in infusione per dieci minuti in acqua bollente nella proporzione di cinquanta grammi per un litro d’acqua, forniscono una specie di tè, dopo averli filtrati, se ne prendono due o tre tazze al giorno.
La lavanda fluidifica la bile e aiuta il fegato . E’ sedativo e antispasmodico, calma il mal di testa e i crampi intestinali la nausea, il vomito e il singhiozzo. Per dare sollievo a chi soffre di iperacidità di stomaco è stata creata una tisana di un gradevole sapore che oltre ad aiutare la digestione, allevia i bruciori di stomaco grazie alle proprietà antisettiche e antiacide delle erbe che la costituiscono.
Tisana:
Lavanda 10 gr
Tiglio 10 gr
Valeriana 10 gr
Genziana 10 gr
Origano 10 gr
Radice di Angelica 10 gr
Si mescolano bene le erbe insieme poi si versano 15 gr in 300 gr di acqua portata all’ebollizione, lasciar bollire per cinque minuti. Lasciare riposare in infusione per 10 minuti e filtrare spremedo bene le erbe. Posologia: Bere tre volte al giorno dopo i pasti. Lasciate in infusione per 20 minuti una manciata di fiori secchi in un litro di acqua bollente e l’infuso è pronto. Il sapore è un pò amarognolo si può addolcire con miele o zucchero.
Il biancospino era già conosciuto dagli antichi romani che le conferivano il potere di scacciare gli spiriti maligni. Oggi sappiamo che questa pianta provoca una vasodilatazione dei vasi sanguigni addominali e soprattutto di quelli coronarici che portano il sangue al cuore, in seguito ad alcuni esami su persone che presentavano uno scompenso cardiaco moderato o ipertensione arteriosa, si è scoperto che l’estratto secco titolato di biancospino può ridurre efficacemente la frequenza cardiaca, il gonfiore alle caviglie e la pressione arteriosa, evidenziando anche un’azione di potenziamento della forza contrattile del cuore e una notevole riduzione dei sintomi di cui soffrono queste persone, senza la comparsa di alcun effetto collaterale. Quindi con l’utilizzo del biancospino vi è una riduzione di possibili disturbi ritmici del cuore come la tachicardia, in particolare se alla base vi sono fattori di stress psichico , ed anche un miglioramento dell’irrorazione e della circolazione sanguigna. Gli estratti di biancospino hanno proprietà rilassanti e aiutano a calmare lo stress.
Possiamo preparare un infuso di biancospino contro l’ insonnia. Mettete 10 grammi di fiori sminuzzati di biancospino in un recipiente e copriteli con un quarto di litro d’acqua bollente. Lasciate riposare per 10 minuti e poi filtrate con un colino. Se ne prende una tazza tiepida prima di andare a dormire.
Oppure possiamo preparare questo infuso: bollire per 5 – 6 minuti in ml. 500 d’acqua 3 cucchiai della seguente miscela. Camomilla fiori gr. 40; biancospino fiori gr. 30; tiglio fiori gr. 30; Melissa foglie gr. 30. Mescolare bene tutti i fiori e versare sempre 10 grammi del preparato in un quarto di litro di acqua bollente. Filtrare e bere un’ora prima di andare a dormire.

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I Maya

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Guatemala,è una terra affascinante che cattura l’attenzione di chiunque. La sua natura rigogliosa e incontaminata, ricca di laghi e di foreste, e la disponibilità e gentilezza di coloro che la abitano lo rendono una paese bello e ospitale. Il Guatemala è un piccolo e meraviglioso paese che condivide con l’Honduras e il Messico una delle più significative e impressionati civiltà di questo continente.
Culla della cultura maya, che ha quasi tremila anni. La civiltà maya ha origini antichissime: i primi insediamenti si possono attribuire al 1500 a.C.,ma è solo nel 300 a.C. si cominciarono a sviluppare le prime vere e proprie città. Il territorio dei Maya occupava una superficie grande
quanto l’Italia, estendendosi per circa 900 chilometri, dalle coste del Pacifico, a Sud, fino all’estremità settentrionale dello Yucatan. La società Maya era regolata da una rigida gerarchia che vedeva al primo posto della scala sociale l’Ahau, il Signore e re, che aveva un potere divino simile a quello dei faraoni d’ Egitto. Ai sovrani sono dedicate le immense piramidi, i monumenti e le stele che recano lunghe iscrizioni con il racconto della loro discendenza dinastica, delle loro imprese militari e degli atti di governo. Nella loro cultura religiosa l’universo è
rappresentato dalla ceiba, l’Albero Cosmico: al di sopra dell’albero vi è il cielo simboleggiato da un uccello-serpente piumato che regola l’ordine della natura e del cosmo; la corona dell’albero segna il punto di contatto tra gli uomini e gli dèi; all’altezza del tronco si trova la Terra.
La grande civiltà Maya fu sopraffatta dagli spagnoli che giunti nel XVI secolo, si impadronirono della terra,  il popolo era non riuscì a difendersi  indebolito dalle guerre interne e colpito da devastanti epidemie di cui erano portatori gli stessi conquistadores.

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Secondo i Maya ci furono cinque Ere cosmiche, corrispondenti ad altrettante civiltà. Le precedenti quattro Ere (dell’Acqua, Aria, Fuoco e Terra) sarebbero tutte terminate con degli immani sconvolgimenti ambientali.
Alcuni studiosi affermano che la prima civiltà – quella distrutta dall’Acqua – era Atlantide. Nel Popol Vuh (“Libro della comunità” dove sono raccolti miti e leggende dei gruppi etnici che abitarono la terra Quichè) dei Maya si legge: “un diluvio fu suscitato dal Cuore del Cielo… una pesante resina cadde dal cielo.. la faccia della terra si oscurò, e una nera pioggia cadde su di essa, notte e giorno”.
Secondo il calendario Maya, l’attuale Età dell’Oro, terminerà nel 2012.
Sul sito www.progetto2012.it è riportato: “Secondo studi da noi effettuati ed informazioni pervenuteci da svariate fonti, il 21 dicembre del 2012 la rotazione della nostra Terra sul proprio asse subirà una fermata che durerà 72 ore per poi riprendere a ruotare in senso inverso, con la conseguente inversione dei poli magnetici. Questa fermata darà probabilmente luogo a eventi climatici e sismici anomali di grandi proporzioni e l’umanità subirà molte perdite.”

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Il Castagno dei Cento Cavalli

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Il Castagno dei Cento Cavalli secondo alcuni studiosi di botanica ha un’età che si aggira tra i duemila e i quattromila anni. E’ stato definito l’albero più grande e antico d’Europa. Si trova nel territorio di S. Alfio, un paese alle pendici dell’Etna, in provincia di Catania.
La sua denominazione dei “Cento Cavalli” deriva da leggenda. Si tramanda, infatti, che durante una battuta di caccia sull’Etna, la regina Giovanna I d’Angiò venne sorpresa da un tremendo temporale e che trovò rifugio, con tutto il suo numeroso seguito costituito da oltre cento dame e cavalieri, proprio sotto il gigantesco castagno. Tuttavia Giovanna I,regina di Napoli, non scese mai in Sicilia. Era molto nota presso il popolo siciliano, perché fu lei a stipulare, attraverso i suoi ambasciatori, la pace di Catania nel 1347, che chiuse la seconda fase di una lunga guerra iniziata novant’anni prima.
Sebbene il tronco principale sia bruciato nel 1923, l’albero appare ancora gigantesco: il tronco misura circa 57 metri di circonferenza, per 22 metri d’altezza. Si presenta costituito da tre polle (fusti), rispettivamente di 13, 20 e 21 metri.