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I Dogon

 

L’Africa ha da sempre ospitato popoli che detengono antiche e affascinanti tradizioni come nel caso dei Dogon, un popolo di circa 240.000 unità che vive nella savana sudanese della repubblica del Mali.
Abili nella metallurgia e nella scultura, vivono di agricoltura coltivando prevalentemente miglio.
Molti anni fa due antropologi francesi, Marcel Griaule e Germaine Dieterlen, si interessarono di questo antico popolo, li studiarono dal 1931 al 1952.
Griaule nel 1936 parlò con hôgon Ogotemmêli (hôgon sta per capo religioso) riuscendo ad avere molte informazioni sulla loro religione e sulle loro tradizioni cosmogoniche.
Ciò che aveva appreso gli permise di scrivere uno dei saggi più conosciuti dell’antropologia classica: “Dieu d’eau” (“Dio d’acqua”).
Griaule e Dieterlen scoprirono che i Dogon avevano conoscenze sul sistema di Sirio, sapevano della stella compagna (Sirio B una nana bianca che non poteva essere vista senza un’adeguata apparecchiatura), della materia molto pesante che la componeva e che orbitava intorno a Sirio con un periodo di 50 anni.
I due antropologi seguirono con interesse la celebrazione del più importante evento religioso dei Dogon, il Sigui, che secondo loro era collegato alla stella di Sirio (una stella molto luminosa essendo una delle più vicine alla Terra).
Durante il Sigui veniva rappresentata la perdita dell’immortalità dell’uomo tramite la rievocazione della  morte del primo antenato, il primo uomo morto e poi resuscitato in forma di serpente: Dyongu Seru. I Dogon lo rappresentavano con una maschera alta circa 10 metri, intagliata a forma di serpente.
La scoperta di Sirio B fu fatta nel 1862, ma in base agli studi fatti da Griaule e Dieterlen i Dogon sapevano della sua esistenza già da molto tempo, la chiamavano “Po Tolo”, “tolo” significava “stella” mentre “po” stava ad indicare il seme di un cereale che aveva la particolarità di essere molto pesante nonostante piccolo. Un nome appropriato per Sirio B che essendo una nana bianca possedeva una densità elevata, un nome che i sacerdoti Dogon avevano scelto accuratamente visto che affermavano che la materia che componeva Po Tolo era “più pesante di tutto il ferro della Terra”.
Il sacerdote che parlò con Griaule gli raccontò di una terza stella nel sistema di Sirio: “La stella Emmeia o Sorgo Femmina è più grande e quattro volte più
leggera di Po Tolo e viaggia su una traiettoria maggiore nella stessa direzione.
È proprio Sorgo Femmina la sede delle anime di tutti gli esseri, viventi e futuri”.
Sirio C, una nana rossa, fu scoperta solo nel 1995. La stella orbitava intorno a Sirio A in un periodo di 6 anni e possedeva, rispetto ad essa, una luminosità assai minore, tanto che la luce emanata della stella principale nascondeva la sua.
Oltre il sistema di Sirio i Dogon avevano altre conoscenze astronomiche. Sapevano che la Terra era sferica e ruotava intorno al proprio asse e, insieme ad altri pianeti, intorno al Sole. Conoscevano anche Giove con le sue quattro lune principali e Saturno che veniva raffigurato dai sacerdoti con due cerchi concentrici.
Conoscenze che i Dogon affermavano essere state trasmesse dai Nommo, creature per metà umane e per metà pesci, esseri anfibi inviati da Sirio sulla Terra per il bene dell’umanità. Venivano considerate creature semidivine ed erano chiamate in diversi modi: i Padri dell’Acqua, i Guardiani, i Maestri.
Raggiunsero la Terra con una grande arca circolare che atterrando provocò una forte tempesta di sabbia.
Griaule venne a sapere dell’evento dalle parole del sacerdote: “Il dio dell’universo Amma aveva mandato sulla Terra il Nommo.
Il Nommo atterrò nell’arida valle della volpe. Mentre la sua arca scendeva, un’enorme nuvola di polvere si alzò dal terreno. Il Nommo era rosso come il fuoco, ma quando atterrò divenne bianco. Intanto, una stella era apparsa nel cielo, ma sparì quando il Nommo se ne andò.”
Creature simili erano presenti anche nelle tradizioni di altre civiltà: la dea Iside degli Egizi, Oannes di Babilonia, Ea di Accadia, Enki dei Sumeri.
Per i Dogon anche le conoscenze astronomiche aquisite da questi popoli provenivano dai Nommo.
Servendosi delle interessanti osservazioni di Griaule e Dieterlen, nel 1975 lo scrittore Robert Temple pubblicò il libro “The Sirius mystery” (Il Mistero di Sirio).
Visto l’ipotetico collegamento della principale cerimonia religiosa dei Dogon a Sirio A, Temple calcolò che i Dogon conoscevano Sirio B da circa 400 anni. La cerimonia infatti si svolgeva una volta ogni 50 anni (che sarebbe il periodo in cui Sirio B orbita intorno a Sirio A) e in occasione di ogni evento veniva creata una maschera cerimoniale che veniva posta in una caverna. Furono rinvenute sei maschere, oltre queste erano presenti due cumuli di polvere che avrebbero potuto essere altre due maschere.
Temple calcolò il numero dei manufatti per ogni evento religioso (50 anni) il totale che ottenne era di 400 anni, si tornava indietro di 4 secoli.
Secondo Temple i Dogon erano i discendenti di un antico popolo mediterraneo, i Garamanti che ebbero scambi commerciali e culturali con gli Egizi e gli
Assiro-Babilonesi. Grazie a questi popoli, che in un remoto passato avrebbero interagito con un’avanzata civiltà che proveniva dal sistema stellare di Sirio, i Garamanti acquisirono le loro conoscenze astro-cosmogoniche.
Sia in Egitto che in Mesopotamia, non a caso, furono ritrovate statuine e raffigurazioni (nonchè antichi testi) di esseri anfibi come la dea siriana della fertilità Atargatis, metà donna e metà pesce e Oannes l’uomo-pesce proveniente dal mare che si stabilì nei pressi di Babilonia insegnando agli uomini la scienza, le lettere e le arti.
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