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Agharti, il mondo sotterraneo

Agharti (chiamato anche Agartha o Agarthi) in sanscrito significa “l’inaccessibile”, secondo la tradizione induista è un grande regno sotterraneo, nella cui capitale Shamballah, in sanscrito “città degli smeraldi”, risiede il Re del Mondo che può comunicare il suo pensiero a grandi uomini, re, zar, presidenti, scienziati, tutti coloro che hanno influenza sul destino dell’umanità. Conosce i loro piani e li asseconda solo se rispettano il volere di Dio.
Il suo regno, Agharti, ricopre un territorio immenso, costituito da gallerie che attraversano l’Asia e si estendono in tutto il globo, un luogo che rappresenta il centro spirituale del pianeta, nascosto alla vista degli uomini, popolato da esseri semidivini.
La sua entrata principale è al Polo Nord, ma ci sono altri ingressi celati in vari luoghi del mondo che sono visibili solo agli iniziati e agli illuminati.

Secondo l’occultista Helena Blavatsky questo luogo, che lei indicava come “la Loggia Bianca”, è nato in Asia sull’isola del Mar del Gobi (che poi si prosciugò fino a diventare un deserto) in cui atterrarono esseri provenienti dal pianeta Venere, i Signori della Fiamma.

Secondo alcune fonti ad Agharti nacque la religione perfetta che metteva gli uomini in comunione con Dio.
In passato gli iniziati di Agharti con il maestro Rama (considerato dagli indù l’incarnazione del dio Vishnu) uscirono dal sottosuolo per predicare la loro religione agli uomini, questa si diffuse dall’India fino al Nord Europa, dando origine alla civiltà Indo-Europea.
Una possibile prova del legame con Agharti è l’analogia tra tale nome e il termine “Asgard” il regno di Odino e dei miti germanici.
Lo stesso Adolf Hitler che si interessava di leggende nordiche e magia nera, desiderava scoprire i punti di ingresso di Agharti per trovare i discendenti degli Ariani, una razza madre di cui si sarebbe servito per creare la sua “razza perfetta” in Germania.
Durante il Terzo Reich partirono due grandi spedizioni dirette in Himalaya alla ricerca dell’entrata dell’immenso regno sotterraneo, altre spedizioni furono dirette verso le Ande e in altri luoghi. Ciò confermava che Hitler appoggiava la Teoria della Terra Cava. Quando l’impero del terrore cadde sotto i colpi degli alleati e  i russi conquistarono Berlino trovarono fra i morti, molti corpi di tibetani.
Della Teoria della Terra Cava si parlava fin dal passato, Platone stesso affermava che c’era un sovrano “che siede al centro della terra, sull’ombelico della terra; egli è il mediatore della religione per tutto il genere umano”.
Il primo scienziato che suppose che il pianeta Terra fosse cavo fu Edmond Halley (1656-1742), in seguito a studi eseguiti sull’elettromagnetismo terrestre. Secondo Halley (da cui prese il nome la famosa cometa) la Terra possedeva al suo interno un nucleo incandescente che illuminava le terre interne.

La conferma della cavità polare arrivò il 16 agosto 1968 quando fu lanciata in orbita la sonda metereologica ESSA 7. Le immagini trasmesse alle stazioni della NASA toglievano qualsiasi dubbio, permettendo una visione più specifica del nostro pianeta.

Qui sotto le foto realizzate da ESSA 7 mostrano la sequenza dell’apertura dinamica del polo. Dall’immagine a destra in basso fino a quella in alto a sinistra si nota l’apertura che si allarga fino a divenire evanescente.

Il 14 febbraio 1995 il giornale canadese “Weekly Wold News” riportò un’interessante notizia: “Cap Canaveral, Floride – La NASA riceve dei segnali radio che vengono dall’interno della Terra. Gli esperti pensano che questi segnali siano emessi da una forma di vita intelligente e molto sviluppata!”
Un funzionario della Nasa che preferì non rivelare la sua identità disse: “i segnali radio sarebbero composti da un codice matematico molto completo, che ci ha convinti di essere in contatto con una colonia di esseri viventi la cui intelligenza è senza dubbio superiore alla nostra”. Evitò di specificare il contenuto dei messaggi, si limitò a dire: “Non dirò che i messaggi sono di natura ostile, ma il loro contenuto potrebbe provocare delle
controversie e delle inquietudini.

Poiché molti elementi dipendono dall’interpretazione, sono dell’avviso di aspettare prima di dichiarare qualunque cosa che possa mettere l’opinione pubblica in uno stato di eccitazione e di ansietà.”

L’avventura dell’ammiraglio Byrd

L’ammiraglio statunitense Richard Evelyn Byrd fu un grande esploratore che riuscì a compiere viaggi diretti verso il Polo Nord, l’Antartide e il Polo Sud, nella prima meta’ del 900.
Byrd riportava i vari avvenimenti delle spedizioni in un diario che fu poi ritrovato da Raimund Erhard Goerler,capo archivista del centro polare.
Tra alcune pagine bianche del diario c’era nascosto un foglio dove l’ammiraglio aveva scritto alcune informazioni riguardanti una spedizione in Antartide avvenuta il 19 Febbraio 1947.
Raccontò che mentre sorvolava i cieli del gelido continente improvvisamente la bussola magnetica e la girobussola cominciarono a ruotare non permettendo di mantenere la rotta. Notò una catena di montagne e oltre queste, una valle verdeggiante. Ne fu alquanto stupito visto che si sarebbero dovuti vedere solo ghiaccio e neve. Riuscì ad avvistare ciò che gli sembrava un elefante, ridusse allora la quota e usando un binocolo si accorse che l’animale somigliava a un mammuth.
L’indicatore della temperatura riportava circa 24 gradi centigradi. Cercò di contattare il campo base ma la radio era fuori uso. Mentre i comandi dell’aereo non rispondevano più, alla sinistra e alla destra delle ali vide apparecchi di forma discoidale da cui emanava energia.
Dalla radio giunse una voce che parlò inglese e gli diede il benvenuto avvertendolo che l’aereo sarebbe atterrato.
Poco dopo l’apparecchio sembrava sorretto da un’invisibile morsa che lo fece scendere piano fino a farlo atterrare.
Gli uomini che si avvicinarono all’aereo erano alti e avevano capelli biondi. Byrd notò in lontanaza una città brillante, poi si sentì chiamare per nome e aprì il portellone. Lui e il suo tecnico furono prelevati dall’aereo. Vennero condotti verso la città e qui vennero accolti in maniera cordiale. L’ammiraglio lasciò il suo tecnico e fu accompagnato dal maestro che gli diede il benvenuto e gli disse che era potuto entrare perchè aveva un carattere nobile ed era molto conosciuto nel mondo di superficie. L’ammiraglio sempre più stupito ascoltava il maestro che gli spiegava che si trovava nel territorio degli Arianni, il mondo sotterraneo della Terra.
Il motivo per il quale era stato condotto li era quello di portare un messaggio importante all’umanità. Il maestro gli disse che il momento in cui esplosero le prime bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, mandarono i loro mezzi volanti per investigare sull’accaduto. Non interferirono mai con le vicende umane ma dal momento in cui l’uomo aveva imparato a manipolare l’energia atomica si allertarono. I loro emissari consegnarono messaggi alle potenze del mondo ma non li ascoltarono.
Disse che fra quelli della nostra razza c’erano alcuni che avrebbero distrutto il mondo pur di non rinunciare al potere.
Dal 1945 gli Arianni cercarono un contatto con gli uomini di superficie ma fu fatto fuoco contro i loro velivoli e furono inseguiti dagli aerei da combattimento.

Disse che ci saremmo trovati di fronte a una furia nera che sarebbe durata anni senza che avremmo potuto trovare difesa nelle nostre armi. Anni oscuri  avrebbero devastato la terra lasciando solo qualche superstite.

Un mondo nuovo sarebbe poi riemerso dalle rovine in cerca dei suoi antichi tesori, che avrebbero tenuto loro, al sicuro.
Quando sarebbe giusto il momento, quando forse avremmo appreso la futilità della guerra, ci avrebbero nuovamente aiutato, restituendoci parte della nostra cultura e della nostra scienza in modo che la nostra razza avrebbe potuto ricominciare.
Era questo il messaggio che l’ammiraglio avrebbe dovuto consegnarci.
Il colloquio era giunto a termine e Byrd salutò il maestro, poi fu condotto verso l’aereo insieme al suo tecnico. Una volta giunti a bordo, l’aereo venne trasportato verso l’alto dai loro mezzi.
Ancora un saluto giunse dalla radio e poco dopo l’ammiraglio potè riprendere i controlli dell’aereo. Sorvolarono di nuovo distese di ghiaccio e atterrarono al campo base.
L’ammiraglio ebbe un incontro di Stato Maggiore al Pentagono. Raccontò ciò che era accaduto, e tutto fu registrato. Il presidente fu avvisato dell’accaduto. Byrd venne trattenuto per diverse ore, fu interrogato dal Top Security Forces e da una èquipe medica.
Fu posto sotto stretto controllo, gli venne ordinato di tacere per il bene dell’umanità…e lui eseguì gli ordini.
Anni dopo nella sua ultima annotazione del 30 dicembre 1956 scrisse che dal momento in cui gli era stato ordinato il silenzio non aveva vissuto tranquillo, andare contro i suoi stessi principi aveva gravato sulla sua coscienza. Sentiva che la sua ora era vicina e non voleva che il segreto fosse sepolto con lui. La verità avrebbe dovuto trionfare, sarebbe stata la sola speranza per il genere umano.