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Le pietre di Ica

Raffigurazione di un intervento chirurgico

In Perù, ai piedi delle Ande, vicino all’altopiano di Nazca c’è un territorio arido e sabbioso: il deserto di Ocucaje. In questa zona all’inizio del 1900 furono scoperte molte antiche necropoli appartenenenti alle culture Nazca e Paracas dove furono rinvenute centinaia di mummie e di oggetti in oro, la data stimata di questi preziosi ritrovamenti era compresa fra il 400 a.C. e il 400 d.C. Ocucaje insieme alle zone di Pisco e Nazca faceva parte dell’impero Chincha precedente a quello Inca.
In questo vasto territorio nel 1960 il fiume Ica straripò, l’esondazione portò alla luce andesiti carbonizzate, pietre di varie dimensioni alcune delle quali arrivavano ad oltre due quintali. Sei anni dopo un contadino della zona Felix Liosa Romero, regalò una di queste pietre ad un suo amico d’infanzia, il dottor Javier Cabrera Darquea, medico chirurgo all’ospedale di Ica, docente di biologia e di antropologia all’Università di Ica, appassionato di archeologia. Cabrera notò l’incisione di un pesce sulla pietra, scoprì che era un agnathus, una specie estinta da migliaia di anni. Chiese a Romero da dove proveniva la pietra che gli aveva donato, l’amico gli disse che i contadini di Ocucaje le vendevano per pochi soldi, in quella zona così ricca di reperti erano soliti saccheggiare le tombe. Cabrera raccolse moltissime pietre per studiarle, alcune presentavano incisioni di carte geografiche che rappresentavano Atlantide, Lemuria e l’America. La forma dei continenti incisi sulle pietre era quella che la terra aveva 13 milioni di anni fa. Tanta precisione nella delineazione dei continenti faceva supporre che anticamente erano in grado di volare oltre l’atmosfera terrestre, a conferma di ciò alcune pietre raffiguravano navi volanti sospese in aria. Su molte pietre erano incise operazioni chirurgiche, trafusioni, agopuntura, operazioni a cuore aperto. C’erano corpi uguali ai nostri che raffigurati in trasparenza mettevano in evidenza gli organi interni. Altre avevano immagini di dinosauri che vissero nel Mesozoico, 250 milioni di anni fa. Su alcune erano rappresentati piante e animali che avevano un’età di 65 milioni di anni. Secondo gli studiosi che analizzarono le pietre, le incisioni avevano circa 12000 anni. Secondo il geologo americano Ryan Drum, le andesiti non presentavano tracce di manipolazioni e affermò “Se le pietre sono genuine , allora hanno un incredibile valore”. Joseph Blumrich, un ex-esperto della Nasa rimase impressionato alla vista delle pietre asserendo che non aveva alcun dubbio che fossero autentiche.
Un giornalista americano, Brad Steiger, nel 1991 incontrò Cabrera e anche lui fu colpito dalle incisioni delle pietre, notò che su quelle più grandi era riportata l’astrologia e l’astronomia di un popolo vissuto 230 milioni di anni fa, un popolo che probabilmente discendeva da una razza aliena che era giunta sulla terra 400 milioni di anni fa. In alcune pietre c’erano gli antenati dell’Homo Sapiens, esseri che inizialmente erano anfibi, poi rettili e infine mammiferi. Secondo Cabrera questi esseri erano il risultato di una mutazione genetica opera di una razza aliena che stava seguendo un piano scientifico, piano che terminò con l’estinzione delle loro creature distrutte dalla stessa calamità che seppellì le pietre di Ica.
Cabrera riuscì a trovare circa 20000 pietre e le espose presso la Casa della Cultura di Ica di cui fu direttore.

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