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The Bloop

Nel 1997 il NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration), l’ente americano che si occupa dello studio del clima e degli ecosistemi marini, registrò nelle profondità dell’Oceano Pacifico al largo delle coste sudamericane, un misterioso suono noto come “The Bloop”.
Tale suono possedeva una bassissima e potente frequenza che secondo fonti ufficiali “saliva rapidamente in frequenza nel giro di un minuto e aveva un’ampiezza sufficiente da essere sentito da più sensori nel raggio di oltre 5.000 chilometri. La fonte del suono rimane ignota.”
Il dottor Christopher Fox, del NOAA, dichiarò che l’origine del suono non era artificiale, ne poteva essere causato da un fenomeno geologico come un terremoto.
Passando alcuni mesi a studiare la natura del suono Fox maturò l’idea che potesse essere stato causato dal distacco di un grande iceberg dal continente antartico.
Quella di Fox è una versione tutt’oggi sostenuta dal NOAA, l’iceberg probabilmente si trovava fra lo Stretto di Bransfield e il Mare di Ross o vicino Capo Adare.
Secondo alcuni studiosi il suono poteva essere stato emesso da un calamaro gigante ma il biologo marino Phil Lobel della Boston University escluse tale possibilità poichè i calamari essendo sprovvisti di una sacca piena di gas non potevano produrre quel tipo di rumore, Lobel non escluse però che il suono potesse essere di origine biologica.
Il Bloop era un suono molto più forte di quello emesso dalla balenottera azzurra, l’animale più grande fra quelli conosciuti, il mammifero con il verso più potente.
Una singolare coincidenza non sfuggì ad alcuni lettori di Howard Phillips Lovecraft (scrittore, poeta, critico letterario e saggista statunitense del 1890).
Nel famoso romanzo “Il richiamo di Cthulhu” scritto nel 1926, Lovecraft narrò di una città sommersa nell’Oceano Pacifico, R’lyeh, in cui era imprigionata una gigantesca creatura marina che poteva emettere un suono in grado di estendersi per migliaia di chilometri attraverso l’oceano. L’origine del Bloop si trovava a circa 1760 chilometri dal luogo della città immaginata da Lovercraft.

La spiegazione più plausibile sembrò quella rilasciata dal NOAA, ma l’unica cosa certa è che il 95% degli oceani della terra rimangono tutt’oggi inesplorati e pieni di specie marine ancora sconosciute.

 

Nel video il suono del Bloop.

Category: The Bloop
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4 Responses
  1. Wolfghost says:

    Davvero interessante! E’ vero, degli oceani conosciamo molto meno di ciò che crediamo, molte cose restano un mistero. Sarà più facile che li distruggiamo gli oceani, prima di conoscerli 🙁

  2. Demetrablu says:

    Eccoti qui commento approvato 😉
    Come ti dicevo su Iobloggo ci dovrebbero essere più persone che come noi amano la natura..e aggiungo che l’essere umano dovrebbe avere la consapevolezza che distruggendo le risorse del pianeta distrugge se stesso..

  3. Wolfghost says:

    oooopss… ma… iobloggo??? 😮

    • Demetrablu says:

      Qui entro poco con il mio account lo avrai notato 🙂 se non entro e approvo i tuoi commenti non li vedo, comunque presto metterò un nuovo post spero ti piaccia 😉