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Archive for » 23 Marzo, 2012 «

Orbs a casa mia

Un paio di anni fa (sotto Carnevale io e mia madre facevamo la prova per la realizzazione di una maschera :-)) mia madre mi fece una foto in camera mia, senza flash e con la sola luce della stufa che illuminava la stanza, per questo la foto venne piuttosto scura…tranne un punto dove una luce sferica appariva vicino alla mia mano.

Quando guardai la foto pensai ad uno strano effetto di luce, però certo era singolare.. nessuna luce o superficie riflettente aveva colpito l’obiettivo.
La feci sviluppare e la misi da parte. Circa quattro mesi fa girovagando in rete vidi immagini con sfere luminose molto simili alla mia.. venivano chiamati Orbs (Orbital Reduction Ball Shine ovvero “sfera luminosa ad orbitale ridotto”).
Lessi le cose più disparate sulla loro natura, da malfunzionamenti delle macchinette, a sfere di energia che si trovavano nei pressi dei Crop Circles (cerchi nel grano), fino alle spiegazioni più razionali, granelli di polvere, pioggia o neve che colpiti dal flash potevano causare sulla foto delle sfere luminose.
Volli provare ad alzare un po di polvere davanti all’obiettivo e fare la foto sia con il flash che senza, con la stessa macchinetta digitale, stessa stufa in camera, stessa posizione di mia madre (che aveva la stufa alle spalle), ma quando guardai le immagini..non c’erano sfere di luce.
Lessi molti articoli, ma nessuno sembrava fare chiarezza, finchè non giunsi qui: http://www.segnidalcielo.it/bolle_di_luce_Egitto

Letto l’articolo, mi soffermai sulla frase “In effetti riuscirono a farli comparire di nuovo, ma per quanto assurdo possa sembrare, solo se loro lo chiedevano, le apparizioni diventavano visibili alla macchina fotografica.”
Pensai che avevo riprovato a fare le foto in camera senza aver chiesto che le sfere si potessero ripresentare, perchè non tentare allora..chiesi, pensai alle sfere per un paio di minuti, mia madre si era incuriosita, la feci partecipare all’esperimento e le dissi di mettersi davanti all’obiettivo. Scattai senza flash e li per li vidi solo una foto scura, provai ad ingrandirla… vidi dei punti luminosi di un azzurro scuro, rimasi stupita.

Riporto l’articolo (cercando di riassumerlo un po) dal link sopra nominato, ma non sono d’accordo con il professor Miceal Ledwith che afferma che gli Orbs possono
essere ripresi solo con il flash, visto che io non l’ho usato.

Un giorno il Professore Klaus Heinemann (un ricercatore della NASA, l’agenzia spaziale americana) sfogliando una raccolta di foto scattate da sua moglie ad un raduno di guaritori spirituali, notò che molte di esse contenevano lo stesso pallido, ma chiaramente definito, cerchietto di luce, come una luna in miniatura, sospesa sopra alcuni dei soggetti ripresi. Pensò razionalmente che fossero difetti delle immagini.
Disse: “Ho pensato che i cerchietti fossero causati da polvere, particelle sospese nell’aria, anomalie del flash, gocce di vapor d’acqua e così via. Poi mi sono talmente incuriosito, che sono ritornato nella stanza dove le foto sono state scattate, nella speranza di trovare una spiegazione logica, come uno specchio sullo sfondo, ma non trovai nulla”. Nè poté trovare alcun difetto nella macchina fotografica di sua moglie e, da scienziato con un’esperienza considerevole nelle sofisticate tecniche microscopiche d’esame della materia, fino a livelli di risoluzione atomica, sicuramente i metodi con cui controllò la macchina furono molto rigidi e accurati.
Cercò di scoprire che cos’altro avrebbe potuto causare i misteriosi cerchietti.
Lui e sua moglie cominciarono a scattare centinaia di foto digitali, per vedere se fosse possibile ricreare le sfere luminose. In effetti riuscirono a farle comparire di nuovo, ma per quanto assurdo possa sembrare, solo se loro chiedevano, le apparizioni diventavano visibili alla macchina fotografica.
Scoprirono anche che questo metodo funzionava particolarmente bene quando si fotografano raduni spirituali.
Heinemann condusse dozzine di esperimenti usando due macchine fotografiche poste su treppiedi, sotto condizioni controllate. In uno dei suoi primi tentativi scoprì che gli Orbs possono muoversi molto velocemente, fino a 800 Km/h o anche più. Osservò che, scattando due foto contemporaneamente con due macchine fotografiche che inquadravano lo stesso oggetto (da due angolazioni diverse) l’Orb appariva solo in una delle due immagini riprese simultaneamente,come se in qualche modo, avesse scelto su quale macchina fotografica apparire. Alla fine dei tanti esperimenti Heinemann concluse che stava indagando su una forma di intelligenza paranormale: “Ritengo senza alcun dubbio, che i globuli di luce siano uno dei più significativi fenomeni al di fuori di questa realtà che l’umanità abbia mai visto. Finora, c’è stata un’ enorme casistica aneddotica sul fatto che il mondo dello spirito esiste, ma ora ritengo che non c’è più nulla di aneddotico. Grazie alla tecnologia digitale, possiamo vederlo per la prima volta, dato che stiamo confrontandoci con un fenomeno non fisico, benché reale.”
Nonostante dei colleghi di Heinemann criticarono il suo operato, altri scienziati rispettabili rifiutarono di rigettare l’ipotesi che gli Orbs potevano offrire un’affascinante occhiata sull’ignoto. La prima conferenza mondiale sugli Orbs fu a Sedona,in Arizona, dove molti scienziati si dichiararono convinti che si trattava d’un fenomeno paranormale genuino.
Durante la conferenza, William Tiller, un fisico teorico che da ben 35 anni indagava su coscienza e materia all’ Università di Stanford in California, disse che ciò che noi vediamo coi nostri occhi fisici comprende meno del dieci per cento dell’universo noto, perché la visione umana opera solo in una limitata regione dello spettro elettromagnetico.
Miceal Ledwith, un professore di Teologia che per dieci anni era stato Presidente del Maynooth College alla National University of Ireland, affermò: “Per me non c’è dubbio che il fenomeno degli Orbs è vero e merita di esser preso in seria considerazione. Non esistono solo poche foto di Orbs, che possono essere facilmente alterate, ma centinaia di migliaia, in tutto il mondo. Essi si presentano in tutte le taglie, variando da alcuni millimetri a molti centimetri, a volte appaiono unici ed a volte a centinaia, in colori varianti dal bianco azzurro, al verde, rosa e dorato. Nel tempo ho capito che il lampo del flash è essenziale per catturarli, persino alla luce del giorno. Credo che questo dipenda dal fatto che gli Orbs siano visibili grazie ad un fenomeno noto in fisica come fluorescenza.
Il flash della macchina fotografica causa un processo di fluorescenza rendendo visibili gli Orbs.”
Ledwith, che fu anche membro della Commissione Internazionale Teologica presso il Vaticano, aveva una raccolta di più di 100.000 foto di Orbs.
Anche se incerto sulla vera natura degli Orbs, non aveva dubbi che fossero apparizioni paranormali: “Credo che possono essere molte cose, come spiriti dei trapassati o, come alcuni Maestri spirituali affermano, spiriti in attesa di nascere in un corpo fisico, oppure rappresentare veicoli di altre intelligenze come spiriti della natura o esseri fatti di pura energia che non si sono mai incarnati in un corpo fisico. Ci sono centinaia di diversi tipi di Orbs.”
Molti scienziati credono che gli Orbs siano sfere d’energia simile al plasma, un’energia che può essere studiata con i normali strumenti di rilevazione, anche se sembra in possesso d’un certo grado di controllo sulla sua forma e sul suo aspetto.
Secondo Ledwith era più facile riprendere gli Orbs in luoghi dove era presente un’intensa energia come ad esempio durante raduni spirituali in cui apparivano accanto ai guaritori come se fossero degli assistenti.
Anna Donaldson una fotografa libera professionista, ebbe l’incarico di scattare foto di Keith Watson, un medium che stava aiutando le autorità ad indagare sulla scomparsa di Sara Payne, una bimba rapita mentre giocava nel giardino dei nonni, nel Sussex.
La ricerca iniziò dalla zona in cui Sara era stata vista per l’ultima volta, perché il medium aveva suggerito che lì sentiva qualcosa.
Quando Donaldson sviluppò le foto fatte si accorse di un globo luminoso in una delle immagini. Affermò: “Io non ho mai creduto a questa roba paranormale però non ho riscontrato alcun difetto nella macchina fotografica, perchè ciò avrebbe causato immagini anomale in tutte le foto e non solo in alcune”.
Controllò di nuovo i negativi e analizzò le immagini per trovare eventuali difetti tecnici, ma non ce n’erano, non c’era nessuna spiegazione logica. Un ricercatore del paranormale le suggerì che le foto potevano catturare l’aura delle persone e che il colore tendente al blu rilevava la presenza di uno spirito molto giovane.
Donaldson andò in Grecia per fotografare un luogo in cui un altro bambino era scomparso. Con suo enorme stupore, le fotografie evidenziarono nuovamente la presenza di un globo blu. Ancora non del tutto convinta il giorno dopo fece altre foto in cui apparirono due globi di colore arancione. In seguito a tali esperienze disse: “Ora so che avevo scattato foto di Orbs con tre macchine fotografiche diverse, in due paesi diversi, in tre giorni diversi: non c’è semplicemente nessuna possibilità che si tratti di un fatto casuale o d’un difetto tecnico. Ancora non so che cosa pensare, ma suppongo che una macchina fotografica in grado di riprendere un’immagine a una velocita’ di
1/ 2.000 di secondo, è in grado di scoprire cose impossibili a vedersi ad occhio nudo.”
Terri Caldwell, un guaritore di Belbroughton, nel Worcestershire, convinto che gli Orbs fossero la manifestazione di spiriti umani affermò: “Per me, gli Orbs sono spiriti che semplicemente vanno in giro ad espletare le loro normali attività. Io credo che tutti noi siamo spiriti che hanno un’esperienza fisica, e quando moriamo la nostra energia ,che si porta dietro tutte le informazioni su di noi, continua ad esistere.”
Non tutti gli studiosi però ne erano convinti. Gary Schwartz, un professore di psichiatria all’università dell’Arizona, condusse esperimenti sugli Orbs con l’aiuto di esperti in fisica ottica. Rimase scettico sulla natura spirituale delle sfere luminose e al congresso affermò: “Ritengo che la stragrande maggioranza dei casi di cosiddetti Orbs è prontamente attribuita a fenomeni paranormali quando, in effetti, riflessi dispersi in ambienti incontrollati spesso producono immagini similari.”
Il pensiero di Schwartz non scoraggiò gli studiosi che credevano fermamente alla natura paranormale degli Orbs.
Heinemann disse: “Gli Orbs fanno parte della realtà quotidiana, nè più ne meno di noi. Il loro mondo può essere tanto vero quanto il nostro, ma esiste su frequenze più elevate. Quando cambiamo canale sulla TV non facciamo altro che commutarci su una frequenza diversa che contiene informazioni diverse. E’ illogico pensare che ciò che non possiamo vedere non sia vero, solo perché l’occhio umano può ricevere una parte molto ristretta dello spettro luminoso. Molti animali possono vedere in zone spettrali precluse ai nostri occhi. La ricerca sugli Orbs è solo agli inizi, ma le fotografie di queste emanazioni dello spirito ormai offrono un’evidenza, mai come ora vicina alla prova scientifica, dell’esistenza di una realtà spirituale.”

Sembra proprio che intorno a noi si estenda un bellissimo e invisibile mondo pieno di vita che sfugge ai nostri occhi.
Non importa che ci si creda oppure no, l’importante è che esista.